in Kamera . “After the gold rush” – installazione temporanea

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in Kamera . “After the gold rush” – installazione temporanea

in Kamera . “After the gold rush”

è un ritratto di Venezia in tanti pezzi, un mosaico multiforme, multimediale e interattivo realizzato assemblando frammenti della città, oggetti trovati e recuperati tra scarti e rifiuti, il materiale di risulta di troppe corse all’oro.
Le forme e i contenuti prodotti da questa rigenerazione ci offrono una collezione visionaria, una capsula del tempo (e dello spazio), una scatola di Joseph Cornell in cui si può entrare, una teca di ricordi per un’esplorazione intima ma non solitaria.
Una torre, un campanile, un’assurda colonna senza senso né scopo se non quello di abbandonarsi alla visione e al sogno.
Uno spettatore alla volta per una mise en scène per molti sconosciuti.
Un invito alla riscoperta del gioco e del giocare.
Immaginazione e fantasia trovano spazio in un palcoscenico esistenziale per orfani: necessario quando la vita diviene una somma di molteplici assenze.
Uno spazio per ricercare più che per ritrovarsi.
Un pensatoio pubblico e privato.
Una pausa nella città del camminare, dove anche un tassista immaginario di New York può trovare il proprio buen retiro.

Matthew Talbot-Kelly a Venezia . con la comunità della Casa dell’Ospitalità.

L’opera di Matthew Talbot-Kelly, artista canadese di origini irlandesi nato nel 1963, raccoglie recupera e ricolloca immagini ed oggetti nel tempo e nello spazio.
Regista, mise-en-scenist, creatore di effetti speciali digitali per il cinema e di racconti animati per libri elettronici, Talbot-Kelly caratterizza la sua dimensione propriamente artistica nell’allestimento di nuove ed originali mise en scène davanti la videocamera o lo spettatore, con un sapiente utilizzo tanto delle strategie artistiche più all’avanguardia quanto di quelle della
modernità classica.
L’alternanza di elementi riconoscibili e astratti, di senso e non senso, di analogico e digitale, di materiale ed effimero riesce ad evocare presenze evidenti a partire da numerose assenze.
Ogni opera è un racconto frammentario, mai lineare, che suggerisce sempre associazioni sorprendenti.
Oggetti scartati e ritrovati, vecchie e nuove immagini, lettere, fotografie: Talbot-Kelly recupera e assembla “memorie” materiali e narrative trasformandole in nuove storie, aperte e frammentate, attraverso il gioco di contrapposizioni, contraddizioni e collisioni.
Talbot-Kelly propone un caleidoscopico interrogativo multisensoriale, offrendo con generosità allo spettatore la libertà di cercare, trovare, inventare o sperimentare la propria chiave d’accesso a risposte sempre nuove, altre e possibili.
Alterity for Art, la residenza d’artista alla Casa dell’Ospitalità di Venezia per la quale Matthew TalbotKelly è stato selezionato, è una originale proposta di coesistenza e fusione tra arte e lavoro sociale.

Promosso dalla Fondazione di partecipazione Casa dell’Ospitalità assieme a B&A e con la collaborazione di Glossom e della Cooperativa sociale La GagiandraAlterity for Art ha visto Talbot-Kelly trascorrere due settimane nella sede veneziana della Fondazione, che nelle varie proprie strutture accoglie e supporta oltre cento persone in difficoltà abitativa.